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“Smart Leadership Canvas: come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello”

Il vero leader ai tempi dell’intelligenza artificiale? Deve avere cuore e cervello, il primo per prendersi cura delle persone, il secondo per raggiungere gli obiettivi di business promuovendo un impatto positivo sulla società. In un contesto in cui, entro i prossimi 5 anni, il 50% delle decisioni manageriali sarà preso in collaborazione con l’IA, sono queste le fondamenta del “test del cuore e del cervello” per i capi articolato in dieci passaggi, proposto da Filippo Poletti, giornalista professionista e top voice di LinkedIn. Il tutto un anno dopo il lancio di ChatGPT, che in soli cinque giorni registrò cinque milioni di utenti e a novembre è arrivato a superare i 180 milioni di iscritti.

«Il leader di oggi deve saper progettare il processo di trasformazione in atto, sviluppare all’interno dell’azienda nuove competenze, promuovere una cultura organizzativa che utilizzi al meglio l’intelligenza artificiale e soprattutto individuare quali attività saranno svolte dagli esseri umani e quali dalle macchine, attribuendo all’intelligenza il ruolo di co-pilota e alle persone quello di “piloti” della rivoluzione in atto», spiega Poletti, ideatore e autore del libro “Smart Leadership Canvas: come guidare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con il cuore e il cervello”. All’interno del volume, edito da Guerini Next, le teorie sulla leadership assieme ad analisi quantitative curate da Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia, e a venti interviste ai leader appartenenti alla generazione dei boomer, X e Z, da Microsoft a Google, Cisco, Siemens, illimity, Webuild fino all’unicorno Scalapay, cofondato da Simone Mancini, classe 1987.

IL DECALOGO DEL LEADER AI TEMPI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

«Stiamo passando a una figura di leader poliedrico, che deve avere capacità e competenze commisurate con l’evoluzione della tecnologia, a garanzia di un operato che unisca l’efficacia dell’IA al valore inestimabile del talento umano», spiega Poletti. Questo il decalogo del leader di cuore e cervello ai tempi dell’intelligenza artificiale, scritto assieme assieme ad Alberto Ferraris, professore ordinario in economia e gestione delle imprese all’università di Torino:

  1. sa integrare il lavoro fatto dalle persone con quello dell’intelligenza artificiale
  2. sa individuare il livello di urgenza della collaborazione persone-intelligenza artificiale
  3. sa stabilire il grado di importanza della collaborazione persone-intelligenza artificiale
  4. sa coinvolgere i collaboratori per valorizzarli e non per sostituirli
  5. sa sviluppare relazioni positive con i collaboratori
  6. sa favorire il benessere dei collaboratori
  7. sa promuovere l’innovazione in azienda
  8. sa prendere le decisioni necessarie per sviluppare il business aziendale
  9. sa realizzare gli obiettivi aziendali nel rispetto delle regole e dell’etica professionale
  10. sa individuare gli ostacoli e agire con rapidità

20 “SFUMATURE” DI LEADERSHIP: MICROSOFT, GOOGLE, CISCO, ILLIMITY E SCALAPAY

La collaborazione tra intelligenza umana e artificiale stimola tante letture da parte dei leader coinvolti nel libro e con formazione differente. È qui che emergono venti “sfumature” della leadership: c’è, ad esempio, “la leadership della prosperità” raccontata da Vicenzo Esposito, CEO di Microsoft Italia, così come “la leadership coraggiosa” presentata da Melissa Ferretti Peretti, CEO di Google Italia, “la leadership inclusiva” tratteggiata da Agostino Santoni, vicepresidente di Cisco Sud Europa e vicepresidente di Confindustria con delega al digitale, “la leadership agile” indicata da Floriano Masoero, CEO di Siemens Italia, “la leadership utile” suggerita da Corrado Passera, CEO di illimity, e “la leadership condivisa” su cui riflette Cristina Zucchetti di Zucchetti Group.

«Un leader deve ritenersi soddisfatto se l’azienda cresce e, allo stesso tempo, se crescono le persone che ci lavorano così come il resto della società. La “Smart Leadership Formula” è composta, oltre che dalla collaborazione uomo-macchina, dal cuore e dal cervello, dall’impatto generato nel mondo», conclude Filippo Poletti nel nuovo vademecum per il leader dell’era dell’intelligenza artificiale.

Whoring Economy. La truffa della fuffa

Un libro forte, estremo, innovativo sia nell’impaginazione che nella trama e che colpisce soprattutto nell’intrecciarsi e rincorrersi di intercettazioni e dialoghi diretti e sfacciati, questo Whoring Economy. La truffa della fuffa pubblicato da Visiogeist Edizioni. Originale la copertina, sulla quale un nero lucido fa da sfondo a una serie di spermatozoi elettrizzati che cercano di fecondare un ovulo.

Un libro scritto da “I Ragazzi Dell’ascensore Di Unibank Group” – chissà chi saranno, ma sono forti – che mescola insieme in modo abbastanza pazzerello la finanza, l’origine del mondo, il big-bang, Cuore di Tenebra, American Psycho, la teoria redpill, il Burning Man, l’accelerazionismo e la guida Michelin, il tutto condito da intercettazioni ambientali e telefoniche, file estratti dal Mac e dal pc, chat di skype e di whatsapp, messaggi di cellulare, chi più ne ha più ne metta.

Il tutto a formare un quadro variegato con personaggi assurdi, Matteo Riva, Dede Forti, Raphael De Moneis, che portano una società al fallimento tra colazioni, cene di lavoro e feste, manager improbabili, donne belle toste, che insieme ricreano una storia post-moderna in bilico tra realtà e finzione, dove il turbocapitalismo tutto frulla e ingloba.

“La creazione della solita azienda-scatola-vuota nel sottobosco della finanza diventa un’Instagram story del contemporaneo e dei sistemi di scambio paralleli che sono il denaro, il potere e l’amore”, si legge nella quarta di copertina. Un caleidoscopio di voci e personaggi che creano un veritiero anche se estremizzato affresco della realtà contemporanea fatta di società farlocche, fuffa-guru della finanza e dei meccanismi per diventare ricchissimi in poco tempo.

Quindi molto interessante questa narrazione, con l’editore “L’Editore, entrato in possesso delle trascrizioni che ricostruiscono il crack della frAgile Inc.”, che decide “pubblicarle per meglio comprendere i meccanismi finanziari delle penny stocks”.

E alla fine della lettura ci rendiamo conto, al termine del libro che “la verità è un fatto, la realtà un concetto”. Una lettura che non lascia indifferenti, una casa editrice che osa e sa come farlo.

 “Tales from the Box” nuovo disco per Stavridis

Nuovo lavoro per il bravo compositore greco Thanos Stavridis. Il suo nuovo disco, è il terzo personale e Il primo con il duetto fisarmonica-violoncello “Tales from the Box”, intitolato “Ciel”, uscito all’inizio di dicembre.

Qui la bella e vibrante After the Rainbow

Gennaro Carillo e Elena Bucci | Tra Serse e Alessandro

L’incontro si è svolto durante la VI edizione del “Festival del Classico”. Tra Serse e Alessandro: sull’immaginario del conflitto con Gennaro Carillo // Università Suor Orsola Benincasa di Napoli letture sceniche di Elena Bucci Serse e poi Alessandro personificano il conflitto tra Oriente e Occidente e le sue ambivalenze. Il modo in cui le loro ambizioni imperiali sono state rappresentate ha condizionato l’immaginario di un polemos che sembra obbedire a una legge di necessità e del quale siamo costretti a prendere per buona la versione di una sola parte. Ma Europa e Asia sono state fin dall’inizio due?

Paolo Zardi torna in libreria

Già questa è da sola una gran bella notizia. Torna poi con una raccolta di racconti molto originale, con uno stile ormai maturo, che negli anni ho sempre più apprezzato. Esce il 15 per Neo Edizioni la Meccanica dei corpi, l’ho letto e credo che sia davvero uno dei libri più potenti dell’autore, che è forse ormai tra i più importanti scrittori di racconti del nostro paese. A tratti mi ha ricordato Ballard, a tratti Sclavi. Per me paragoni di un certo peso. Ne ho scritto su Econote.

“Il fiume va via taciturno” nuovo romanzo di Giorgia Garberoglio

Giovedì 9 novembre avrò il piacere di moderare, insieme a Giuseppe Abbagnale e Antonio De Sinno, nella splendida cornice del Circolo Nautico di Stabia, la presentazione campana di “Il Fiume va via taciturno” nuovo libro di Giorgia Garberoglio, giornalista, scrittrice e da qualche anno anche ristoratrice ad Ala di Stura, tra le montagne piemontesi.

Per la serie “le strade della scrittura e delle parole sono infinite”, devo ricordare con piacere che ho conosciuto Giorgia quando è venuta a scrivere un pezzo sulla comunicazione online del Parco Archeologico di Pompei per Specchio, il settimanale di approfondimento culturale della Stampa di Torino.

Il suo articolo è stato molto curato e ha colto in pieno il modo in cui lavoriamo e proviamo a raccontare l’archeologia qui a Pompei, e da quel momento ho avuto il piacere di seguirla nelle sue numerose scorribande giornalistiche e ora anche in questa nuova e ottima prova narrativa, dopo Amalia uscito per Feltrinelli nel 2016 e racconti brevi per le antologie Cartoline da Torino, Cartoline estive e Storie da bar.

Il fiume va via taciturno – titolo tratto dal verso di una poesia di Dino Campana – è il nuovo romanzo di Giorgia appena uscito per Affiori Editore, costola della Giulio Perrone, una casa editrice che si distingue per cura editoriale e belle copertine. Questo libro è proprio come un fiume, travolgente a tratti, lento e riflessivo in altri, un romanzo che racconta una storia corale, quella dei membri di una famiglia divisa tra Torino e Parigi, le cui vite sono toccate da due tragici momenti della storia europea: quello della notte del Bataclan con tutto il suo carico di orrori, nel 2015, e le barricate a Parigi nelle giornate dell’agosto 1944.

Due momenti di violenza e paura, un prima e un dopo: due momenti che toccano da vicino la vita di Michelle, prima da bambina, e poi da madre e nonna.

E poi c’è il fiume, la Senna, che accompagna tutte le vicende: di Michelle, di Ivo, e poi di Vittoria, e ancora di Ettore, del cane Pongo, di Giulia e Leone. Membri di una famiglia che progressivamente lungo il racconto viene svelata, di cui capiamo le dinamiche e le connessioni.

Un romanzo toccante, scritto con la solita prosa delicata e lirica della Garberoglio, con dialoghi realistici e spesso emozionanti. Quasi come in una piece teatrale, o una sceneggiatura di un film neorealista, nel libro le vicende di questa famiglia si susseguono e ruotano intorno a uno sport importante e bellissimo come il canottaggio.

Nascono amori sul fiume, il canottaggio, le gare, gli allenamenti si susseguono sul fiume, e così la storia proprio come un fiume va avanti, in modo burrascoso a volte, ma alle volte fermandosi, in una calma apparente.

Massimo Gramellini ne ha già parlato molto bene sui suoi canali social: “A fare fa placido testimone degli eventi il fiume, cui  i  personaggi del  romanzo si legano facendo canottaggio: uno sport in cui si va indietro per andare avanti. Anche per la protagonista, come accade nelle nostre vite, sarà necessario guardare spesso al passato per andare avanti”.

Bello ed emozionante questo romanzo corale che non tralascia nulla e anzi, regala anche importanti colpi di scena che tengono incollato alle pagine il lettore. Sarà un piacere parlarne questo giovedì, in compagnia dell’autrice e di due ospiti d’eccezione: Giuseppe Abbagnale e Antonio De Sinno del circolo nautico di Stabia, uno dei più importanti d’Italia.


Giorgia Garberoglio
collabora con «La Stampa», per cui scrive attualmente di canottaggio. Ha collaborato con «Rai», «Leggo» e «Ciaoweb». Segue la comunicazione della regata internazionale Silverskiff, organizzata dalla Reale Società Canottieri Cerea. È autrice con Giovanni Cavagni di Bambini allergici (Red Edizioni, 2013) e di Amalia (Feltrinelli, 2015). Per Giulio Perrone Editore – Affiori ha scritto racconti brevi per le antologie Cartoline da Torino, Cartoline estive e Storie da bar. Negli ultimi anni si occupa anche della gestione di due ristoranti tra le montagne piemontesi.



“L’oro del Miglio d’Oro”: il volume per bambini di Paquito Catanzaro e Annalisa Maggio celebra la strada della nobiltà borbonica alle falde del Vesuvio

“L’oro del Miglio d’Oro” è il nuovo libro di narrativa illustrata per bambini edito dalla casa editrice campana Officina Milena (collana Milena Kids).

Il libro, scritto da Paquito Catanzaro e illustrato da Annalisa Maggio, è disponibile in tutte le librerie e store digitali dal 27 Ottobre 2023 ma è già in pre-order online sul sito della casa editrice https://officinamilena.it/negozio

L’autore, attore e operatore culturale, dopo aver pubblicato romanzi, racconti e saggi per lettori adulti, ha accettato la sfida di scrivere un testo di narrativa per giovanissimi lettori.

Pio, giovane e annoiato ragazzino, aiutato da Massimo Troisi, straordinaria guida turistica locale, a bordo di una bici sgangherata percorre tutto il Miglio d’Oro ovvero il rettilineo che  dai quartieri napoletano di San Giovanni a Teduccio e Barra passa per San Giorgio a Cremano fino ad arrivare a Torre del Greco, passando per Portici ed Ercolano. 

Un viaggio nella storia, nella cultura e nell’arte di una particolare – e mai troppo valorizzata – area del napoletano definita nel tempo “d’oro” per i giardini ricchi di pometi (arance, limoni e mandarini), per la ricchezza storica e paesaggistica, e per la presenza di splendide ville vesuviane del Settecento.

Una lettura agile, frutto di un linguaggio semplice adatto ai bambini anche alle prime letture, con qualche piccolo twist dialettale.

Bellissime anche le illustrazioni ad acquerello di Annalisa Maggio che ben si sposano alla storia e ai dialoghi.  

Tutti i piccoli lettori si appassioneranno al viaggio di Pio alle falde del Vesuvio e scopriranno tesori e magici luoghi vicino casa.

Sinossi: Milleseicento. I metri che compongono un miglio. Se ne aggiungiamo qualcuno in più si copre la distanza tra San Giorgio a Cremano e Torre del Greco. Un percorso dritto che guarda al Vesuvio e che fa godere il profumo del mare.

Questa è la distanza che ricoprirà Pio, un ragazzino di nove anni che, in attesa di andare al mare, scoprirà quanti tesori possano trovarsi a due passi da casa sua.

Un viaggio tra le meraviglie del Miglio d’Oro a bordo di una bicicletta, un po’ datata, appartenuta alla più insolita e spassosa tra le guide turistiche.

Biografia: Paquito Catanzaro: èscrittore, attore e operatore culturale. Ha fondato l’associazione culturale Parole Alate ed è tra gli organizzatori della fiera editoriale Ricomincio dai Libri. Ha pubblicato cinque romanzi, una raccolta di racconti e due saggi sportivi per l’editore Homo Scrivens, esordendo nel 2023 con l’editore Lab DFG. Coordina il blog Il Lettore Medio, realtà che gli permette di leggere centinaia di libri l’anno e di confrontarsi, con dirette e interviste, tanto con gli autori più conosciuti quanto con gli esordienti. Dal 2010 lavora nel circuito delle scuole dell’infanzia dirigendo laboratorio di teatro e di lettura espressiva.

Annalisa Maggio: nata a Vico Equense cresce a Gragnano, il paese della Pasta!

Ha da sempre disegnato, dipinto e illustrato. Dopo il diploma da autodidatta approfondisce tecniche di disegno sempre diverse, prediligendo infine l’acquerello che le permette di poter graduare il colore e le varie sfumature. Oltre all’acquerello utilizza tante altre tecniche tra cui la pittura su tessuti e il digitale, due mondi apparentemente opposti ma che hanno in comune lo stesso fine ovvero rendere magica una storia.

Il Fiume va via taciturno, di Giorgia Garberoglio

Torna in libreria una scrittrice che sa raccontare con delicatezza e passione temi e storie molto importanti. Avevo già avuto modo di apprezzare la Garberoglio in Amalia, bel romanzo breve uscito per Feltrinelli nel 2015. La storia di Amalia, che si sviluppa durante la guerra, quando da giovane modista, cambia totalmente vita e diventa una attrice, famosa e apprezzata.

A distanza di anni la scrittrice e giornalista torinese, ora anche ristoratrice ad Ala di Stura, ci regala un altro libro editor stavolta da Affiori Editore, costola della Giulio Perrone. Lo sto leggendo e trovo come sempre la scrittura delicata e toccante dell’autrice capace di tratteggiare in modo unico personaggi e situazioni.

Descrizione

Michelle, protagonista de Il fiume va via taciturno, vive un incontro-scontro tra la sua personale esistenza e la storia del Novecento europeo. Fil rouge della narrazione è il fiume che segue placidamente il racconto, silenzioso e complice spettatore di amori, lutti, storie di una famiglia e dei suoi dolori. Nel canottaggio – sport che lega i protagonisti proprio su quel fiume – si va indietro per andare avanti: così Michelle dovrà spesso guardare al passato per capire dove andare, chi imparare a essere, chi decidere di divenire. Ivo, Victoire ed Ettore, il cane Pongo, i circoli remieri, le case e le isolette nascoste nel verde: tutti diventano attori in questo teatro intimo e al tempo stesso corale, privato ma anche pubblico. Il romanzo appare così un approdo lirico della scrittura di Garberoglio, che riesce a essere drammatica, toccante, incisiva e delicata – come la storia che racconta.

Giorgia Garberoglio

collabora con «La Stampa», per cui scrive attualmente di canottaggio. Ha collaborato con «Rai», «Leggo» e «Ciaoweb». Segue la comunicazione della regata internazionale Silverskiff, organizzata dalla Reale Società Canottieri Cerea. È autrice con Giovanni Cavagni di Bambini allergici (Red Edizioni, 2013) e di Amalia (Feltrinelli, 2015). Per Giulio Perrone Editore – Affiori ha scritto racconti brevi per le antologie Cartoline da TorinoCartoline estive e Storie da bar. Negli ultimi anni si occupa anche della gestione di due ristoranti tra le montagne piemontesi.

Humans of Pompeii

Da anni avevo in mente di raccontare gli scavi archeologici attraverso le parole e le riflessioni di chi ci vive e lavora tutti i giorni. Un racconto corale, da più punti di vista, perché Pompei è un microcosmo che funziona soltanto grazie all’impegno quotidiano di centinaia di professionalità diverse.

Ecco quindi che grazie all’aiuto di una bravissima fotografa e collega, Silvia Vacca, e alla disponibilità di tutti i colleghi che lavorano negli uffici e in giro per il sito, il progetto Humans of Pompeii finalmente ha preso forma. Il titolo ovviamente si rifà al famosissimo humans of New York, che ammiro quasi dall’inizio della sua avventura su Instagram.

Eccoci qui, dunque. Con già 11 foto/interviste realizzate e online sui social di Pompei, e almeno altre dieci che usciranno nei prossimi mesi. Storie diverse, racconti diverse, prospettive diverse.

Nell’intervista che faccio al personale fotografato chiedo quasi sempre: “quale è la sfida più importante che hai affrontato da quando lavori a Pompei? Il progetto che ti ha reso più orgoglioso?”. Se qualcuno dovesse farla a me, questa domanda, tra i tanti seguiti citerei sicuramente anche questo.

Arriva in libreria il nuovo libro di Girolamo Grammatico

Torna in libreria un autore che stimo, che ho avuto modo di presentare, con cui ho avuto spesso dei brillanti e utili confronti su temi che stanno a cuore. Girolamo Grammatico, già autore di Essere Padri Oggi e Padri e Figlie, esce per Einaudi con I sopravviventi, nella collana Einaudi. Unici.


«Ho lavorato con le persone senza dimora per circa diciassette anni. Le storie che racconto sono vere, nel senso che si sono svolte nella trama della mia vita. Sono esperienze che ho vissuto, sentimenti che ho provato, persone che ho incontrato», scrive l’autore nella nota finale.
Il protagonista di questo romanzo è lui, o meglio il suo doppio giovanissimo: un ragazzo siciliano arrivato a Roma per studiare Sociologia pieno di ideali in testa, che sceglie di fare servizio civile nel piú grande centro d’accoglienza della capitale per persone senza dimora.
Anno dopo anno, si ritroverà a confrontarsi con le difficoltà quotidiane di quel lavoro e con i limiti dell’istituzione di cui fa parte, a interrogarsi sul senso dell’altruismo e della sua fede, a scivolare lentamente in un isolamento simile a quello delle persone che aiuta, prima di provare a cercare se stesso nelle storie degli altri.
Storie che racchiudono il mistero di vite silenziate che possono mostrarsi solo per scintille. Quella di Mimmo, l’anziano calabrese sdentato che non ha mai avuto nessuno che si prendesse cura di lui; o di Hamameh, che viene dalla Siria e non parla e ha un passato criminale da nascondere; o quella della
ragazza rumena che sogna di aprire un centro estetico; o di Flavio, che rifiuterà sempre un posto letto e al quale non basterà, come aveva sognato, costruire una famiglia.
Il cancello, le chiavi, la casa, la strada, lo specchio: sono realtà concrete, ma anche simboli che non smettono di risuonare a ogni pagina. Se c’è un senso – perché di questo va in cerca incessantemente chi narra, con il suo fare e il suo pensare – va ricercato nella relazione tra esseri umani. Solo cosí la sopravvivenza di chi è senza casa può dirsi la metafora di come tutti noi abitiamo questo mondo.

Girolamo Grammatico è nato a Erice nel 1978. Per molti anni ha lavorato in un centro d’accoglienza notturna a fianco delle persone senza dimora, prima come obiettore di coscienza poi come operatore. Ha pubblicato due raccolte poetiche con Giulio Perrone Editore, La magnitudine dell’indigenza e Poesie senza adsl, e due saggi sulla paternità per Ultra Edizioni: esserepadrioggi – Manifesto del papà imperfetto e Padri e figlie: allenarsi alla parità di genere.