Archivio mensileMarzo 2018

La ragazza della fontana a Milano

Il 13 aprile nuovo appuntamento con La ragazza della fontana, questa volta a Milano.  Sarò ospite di Nuova Ague al New Generation Hostel di Milano. L’evento inizierà alle 18.30, in compagnia di Diana D’Ambrosio di “nonriescoasaziarmidilibri“.

Nuova Ague è un’associazione di promozione sociale che da impulso ad un turismo sociale e sostenibile, volto a valorizzare lo scambio culturale e la crescita integrata dei giovani di tutti i popoli del mondo. Nuova Ague però non si occupa solo di turismo ma anche di accoglienza sociale, impegnandosi direttamente al sostegno di chi ha più bisogno all’interno del tessuto milanese, e di progetti che hanno una ricaduta positiva sull’ambiente circostante.

Il tassista di Oporto

Partiamo da Oporto in piena notte, per fortuna finalmente senza pioggia. Niente metro per arrivare all’aeroporto, ancora chiusa, quindi prendiamo un taxi. Lo guida Angelo, un personaggio che sembra uscito da un romanzo tutto ancora da scrivere.

Una sessantina d’anni, occhi grossi e dolci e pochi capelli bianchi spettinati, giacca militare logora e tanta, tanta voglia di parlare dell’Italia. Sua mamma originaria di un paesino calabrese e lui, la Calabria, la porta ancora nel cuore. “Ah, che bella la Calabria, pietra arida, gente allegra… lì c’è ancora un vecchio zio, molto anziano, a giugno vado, non si sa mai a questa età… Ogni volta che vengo in Italia tutti dicono sempre: resta qui, non andare”.
Il suo italiano, balbettante all’inizio, diventa mano a mano più corretto. “Mi vogliono sempre trattenere, l’Italia è così bella ma non posso più di 10 giorni…”.

Parliamo di sua figlia che lavora a Londra, del clima mai così freddo e piovoso a Oporto, di tutta la tecnologia di cui non abbiamo bisogno e che riempie le nostre vite, mentre nella notte lusitana l’auto sfreccia sulla superstrada e rapidamente ci porta all’aeroporto. 

Arriviamo molto presto, è ancora buio, buio pesto. Ci stringe la mano e ci saluta con grande affetto, come fossimo suoi figli. “In bocca al lupo per tutto, mi ha fatto piacere incontrarvi” dice salutandoci “Che bella che è, l’Italia…”. Con la mano faccio un altro cenno mentre entriamo nelle porte girevoli dell’aeroporto, penso a quanto sia stato sincero e fortunato questo incontro.

È ancora notte e penso ad Angelo che ama così tanto il nostro paese, che agli occhi degli stranieri sembra un posto così magico, quasi da sogno, mentre per noi che lo viviamo dall’interno, troppe volte si trasforma in un incubo…