Archivio mensileMaggio 2022

XXVI Edizione del Premio Letterario Internazionale EMILY DICKINSON

Mercoledì 8 giugno, alle ore 15.30, nel suggestivo scenario della chiesa di Sant’Erasmo presso Castel Sant’Elmo al Vomero, si terrà la manifestazione conclusiva della XXVI Edizione del Premio Letterario Internazionale “EMILY DICKINSON”.

Il Premio si articola in 7 sezioni: libro edito di narrativa o saggio edito; libro edito di poesie, anche in dialetto; libro o racconto inedito; silloge inedita; poesia inedita in lingua o in dialetto; sezione speciale riservata agli studenti; sezione speciale “Dott. Ing. Ruggiero Cenere”. 

Tanti gli scrittori che hanno inviato le loro opere edite ed inedite a giudizio della commissione esaminatrice. Tra i premiati vi sono letterati provenienti da tutta Italia e dall’estero. 

È stato istituito, inoltre, un riconoscimento nell’ambito dello stesso Premio a personalità del mondo della cultura e delle istituzioni che si sono distinte per meriti e per elevate doti umane. Quest’anno il riconoscimento andrà allo scrittore Maurizio De Giovanni ed al giornalista napoletano Marco Altore. 

Ad organizzare il Premio “EMILY DICKINSON è l’omonima Associazione fondata e presieduta dalla scrittrice, docente e giornalista Carmela Politi Cenere: «Il premio rappresenta un punto di osservazione per la letteratura ed anche un’occasione per l’economia locale ospitando scrittori provenienti da ogni parte. I riconoscimenti speciali sono stati individuati tenendo conto dell’etica e della morale dei premiati nell’ambito della loro attività professionale. Gli scrittori sono stati premiati in base alla qualità del lavoro presentato e la scelta non è stata semplice perché i lavori pervenuti erano davvero tanti e di alto livello». 

Alla manifestazione conclusiva della XXVI Edizione del Premio Letterario Internazionale “EMILY DICKINSON” sono stati invitati anche il presidente della Regione Campania, Onorevole Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e la presidente della V Municipalità Clementina Cozzolino.

Il Festival “PozzuoliCoolturale” conquista il Rione Terra

Emozioni. Cultura. Passione e condivisione. Lo scenario era da cartolina, quello del Rione Terra. Gli ospiti e l’organizzazione di altissimo livello. Il successo, dopo questa tre giorni, di pubblico e contenuti, è stato evidente.

Si è chiuso domenica sera il sipario del PozzuoliCoolturale, il Festival del Libro organizzato dall’Assessore al Turismo ed alla Cultura del Comune di Pozzuoli, Stefania De Fraia, curato e diretto dal giornalista-autore Jacopo Di Bonito.

Io ringrazio entrambi di cuore. Per avermi dato un compito importante, quello di moderatore di gran parte della manifestazione, e per avermi permesso di condividere il palco con nomi di assoluto spesso nel panorama culturale italiano.

Si è partiti venerdì mattina con l’emozionante partecipazione del Prof. Umberto Galimberti, una delle menti più interessanti degli ultimi anni, che ha tenuto tutti a lezione per oltre due ore. Un incontro che, nonostante la giornata particolarmente rovente, ha visto la partecipazione di centinaia di persone accorse da varie zone della Campania per ascoltare le parole del Professore. “È un evento meraviglioso ed io sono entusiasta di aver inaugurato questa prima edizione del Festival PozzuoliCoolturale. Ho scoperto una città vivace ed una location magica”, ha dichiarato Umberto Galimberti a margine dell’evento e poco prima di fermarsi per un rigorosissimo ed appassionato firma copie.


Dalla filosofia alla musica il passo è stato breve, con “La Maschera” che venerdì sera ha richiamato tantissimi fan accorsi per lo showcase dell’ultimo disco “Sotto chi tene core”. Il sabato è stata la volta di Procida Capitale della Cultura, con un’intera programmazione dedicata all’isola ed aperta da un incontro istituzionale tra i delegati alla cultura dei due comuni. Sul palco il fotografo Sergio Siano, Martin Rua e tanti altri.

Densa di magia l’esibizione degli Ars Nova Napoli, il gruppo partenopeo che per oltre due ore ha fatto cantare un Rione Terra sold out. Domenica è stata la volta dell’identità con Pino Imperatore e Nino Daniele ospiti di eccezione.

Mostre, esposizioni di artisti flegrei e laboratori hanno reso PozzuoliCoolturale un contenitore culturale elegante e vivace, che in molti sperano possa trasformarsi in un appuntamento fisso per la città di Pozzuoli.

Che dire, speriamo di rivivere un appuntamento simile il prossimo anno!

FESTIVAL “POZZUOLICOOLTURALE”, AL RIONE TERRA ARRIVA IL PROF. GALIMBERTI

Questo Weekend a Pozzuoli un Festival del Libro, della cultura, della musica. Quando l’amico scrittore e giornalista Jacopo di Bonito me ne parlò, qualche mese fa, mi sembrò subito una cosa bella, necessaria. Questo festival oggi è realtà, un evento gratuito in uno dei luoghi più belli di Napoli, il Rione Terra di Pozzuoli, e io avrò il piacere di partecipare e dialogare con numerosi autori presenti su questo palco durante questi 3 giorni.

Seminari, laboratori, incontri, presentazioni, live music e showcase. Ed ancora mostre, esposizioni e gazebo culturali. È questo il programma del Festival del Libro “PozzuoliCoolturale” che si terrà dal 20 al 22 maggio (ogni giorno dalle 11.00 alle 22.00) all’interno della suggestiva rocca del Rione Terra. Una tre giorni fortemente voluta dall’Assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Pozzuoli, l’avv. Stefania De Fraia.

Sul palco di “PozzuoliCoolturale” saliranno scrittori, artisti, autori e musicisti. L’apertura sarà affidata ad un nome d’eccezione, il prof. Umberto Galimberti, uno dei pensatori più interessanti del panorama culturale europeo. Spazio anche per la musica con l’attesissimo showcase de La Maschera ed il live degli Ars Nova. Sul palco anche Pino Imperatore, Lavinia Petti, Martin Rua, Nino Daniele, Sergio Siano e tanti altri. (Qui il programma completo https://fb.me/e/1hsAa807g)
Inclusione (20/5)-Isola (21/5)-Identità(22/5) saranno le tre tematiche intorno alle quali si struttureranno gli interventi degli ospiti, con l’obiettivo di creare un proficuo spazio di riflessione in città. La seconda giornata (Isola) sarà interamente dedicata a Procida Capitale della Cultura, per ribadire con ancora più forza quel legame che c’è tra Pozzuoli e all’isola flegrea.

All’interno dei gazebo culturali ci saranno mostre e verranno effettuati laboratori per grandi e piccoli. Grazie ad un accordo tra l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Pozzuoli ed il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, tutti coloro che saranno in possesso del segnalibro di PozzuoliCoolturale (distribuito durante la manifestazione) e di un libro, potranno accedere gratis al Parco Archeologico di Cuma ed al Macellum di Pozzuoli per i giorni 21 e 22 maggio.
Curatore e direttore artistico della manifestazione, il giornalista/autore Jacopo Di Bonito.

L’ingresso sarà libero, fino ad esaurimento posti, per l’intera manifestazione.

Il Confine di Silvia Cossu

Con Il Confine (Neo Edizioni) Silvia Cossu è al suo quarto romanzo. Si sente, nelle sue pagine, una grande maestria da scrittrice d’esperienza, una certa sapienza narrativa. Appena si inizia a leggere questo libro si viene travolti da un’atmosfera rarefatta, avvolti da una trama all’apparenza semplice, ma con molteplici stratificazioni.

Con i tempi e i modi di un racconto che, come un piccolo giallo dell’anima, con grande sapienza costruttiva, avvicina ad una più profonda domanda di senso. Quasi un viaggio iniziatico” dice Renato Minore, che l’ha candidata al premio Strega. E ha ragione, soprattutto sulla sapienza costruttiva.

Una storia che ha come protagonista una scrittrice che ha perso il gusto di scrivere ma che per vivere racconta le storie di uomini celebri, finiti però in disgrazia e dimenticati dal mondo. Le mette su carta, a pagamento ovviamente. Quando incrocia un famoso e misterioso psichiatra, Mosco, e questo medico le offre una grande cifra per scrivere la sua storia e ascoltare in più sedute le sue vicende, queste due vite si incrociano e il risultato è imprevedibile.

Il libro si apre subito con una rivelazione, e poi va a ritroso: “Cinque anni fa ho intervistato uno psichiatra conosciuto attraverso un’amica comune. (Un nome noto). Ci siamo incontrati quasi ogni giorno nel suo studio. Ho registrato trenta ore di materiale. La sua vita, le circostanze più o meno fortuite che lo hanno avvicinato alle terapie brevi e a praticarle per oltre quarant’anni. Soprattutto quella subliminale. Poi, senza alcun preavviso, arrivati alla fine, è sparito. […] Lo sgomento, rigirando tra le mani il biglietto appena ricevuto, poco a poco si rifà vivo. La cerimonia è prevista tra due giorni. Mi chiedo chi abbia spedito la partecipazione. La sensazione di essere osservata torna a punger- mi come un sottile senso di colpa. Ora che il suo corpo non respira più, è solo un ammasso inerte, so di essere stata anch’io par-te del suo gioco.

La biografa fa un mestiere insolito e a suo modo affascinante, instaurando un particolare rapporto con i suoi clienti. Ce lo spiega: “È vero che sfrutto la vanità altrui, ma il risultato produce un conforto duraturo. In più, c’è l’incognita del percorso che si intraprende insieme, che una volta concluso può essere riattraversato innumerevoli volte, con pause e letture diverse.” Davanti a questo nuovo cliente, a questo schivo e misterioso dottore, potente, rivoluzionario, attaccato al denaro, qualcosa cambia. Il percorso non è lineare come al solito. Il confine tra biografa e cliente non è più tanto scontato. Chi è, questo psichiatra? Cosa vuole che venga raccontato?

Che ci sia una verità da scovare contro e nonostante lui, mi alletta. L’ipotesi di rovesciare i piani e pormi come analista di uno psichiatra, perché in fondo è così che l’ha messa” dice a un certo punto la protagonista. Che inizia a mettere insieme i vari pezzi che vanno a formare la storia di Mosco, i suoi esordi nel campo della medicina. I suoi successi. I suoi eccessi.

Gli incontri con Mosco per realizzare il libro, si trasformano sempre più spesso in qualcosa di altro: viaggi in auto per incontrare barboni; confronti sui romanzi scritti dalla biografa; inquietanti scambi di idee e riflessioni al limite.

Il racconto su Mosco intanto continua, si arricchisce di pagine la sua biografia: “Mosco ha scoperto che mescolare la suggestione del teatro con le tecniche più avanzate delle terapie brevi, creando per ogni paziente un set specifico, ha l’effetto di potenziarne l’esito”.

Mosco e il rapporto con i soldi. Mosco e le donne. Mosco e l’alone di mistero che lo circonda. Indagare nella vita di Mosco, serve alla protagonista per guardare dentro se stessa. I piani si confondono. I confini si fanno rarefatti. Le terapie brevi. Realtà e finzione. Irma e il sesso. Realtà e bugia. Il sonno, il sogno. La paura. La memoria. Fin quando Mosco scompare, fa perdere le sue tracce, e la situazione sembra implodere, forse esplodere.

La bella lingua di Silvia Cossu non esagera mai, è elegante e precisa. E come in un puzzle serve a costruire una storia che si arricchisce tassello dopo tassello. Spiazza, spesso. Indizio dopo indizio si arriva allo svelamento finale. I vari punti di vista, le varie sequenze di questo romanzo che è allo stesso tempo molto filmico e delirante come un sogno da ubriachi, rendono la narrazione sempre tesa, l’effetto finale straniante e originale. Neo edizioni, a pochi mesi di distanza da Beati gli inquieti di Redaelli, torna a proporre un romanzo brillantemente costruito che parla di psichiatria e, in qualche modo, di sanità mentale. Il risultato è sorprendente.

Silvia Cossu è nata a Roma. Ha scritto per Marsilio i romanzi La vergogna e L’abbraccio, e per la collana “Strade-Blu” di Mondadori un memoir usando uno pseudonimo, tradotto in Germania. Due suoi racconti sono presenti nelle antologie I racconti delle fate sapienti (Frassinelli), e Pensiero Madre (Neo Edizioni). Per il cinema ha sceneggiato diversi film (BluffL’ospiteFino a farti maleCrushed Lives – Il sesso dopo i figliIo lo so chi siete) selezionati nei più importanti festival internazionali. Il confine è il suo quarto romanzo.

Sopra un fiume nero di Domenico Infante

L’amico scrittore Domenico Infante, di cui in passato ho divorato tutti i libri, esce con un nuovo romanzo, un bel thriller dalla trama molto interessante.

Domenico sa come pochi altri scrittori appassionare con le sue storie, la scrittura dosa con equilibrio parole ed emozioni, ed era da tempo che aspettavo un suo nuovo lavoro. In attesa di leggerlo, ecco la scheda.

Sopra un fiume nero esce per Porto Seguro. Dalla prossima settimana sarà possibile ordinare il libro anche in libreria e sulle piattaforme online. Il libro sarà presentato sabato al Porto Seguro Show, alle 18:30, al Voia Art Gallery, in via Nomentana 926.

Marco Rabini è un bravo informatico romano. Mentre è in coda nel traffico del GRA, diretto a Formia per un imprevisto intervento presso un’azienda, una ragazza esce da un’auto sportiva e irrompe nella sua auto e nella sua vita. Arrivati a destinazione, la lascia per andare al lavoro e la sera la ritrova nel suo letto. La connessione tra di loro è immediata. Il sabato pomeriggio, finito il lavoro, torna in camera e trova la ragazza sgozzata, in bagno, nella doccia sotto un getto di acqua calda. Latitante, comincia a cercare l’assassino della ragazza, che risponde al nome di Grigori. Ma Grigori non è solo il suo demone personale. Grazie al mondo che meglio conosce, il web, Marco scoprirà di essere vittima di qualcosa ben più grande di lui, un gioco profondo, un gioco pericoloso. Con un intenso ritmo narrativo e un finale assolutamente imprevisto, Domenico Infante ci regala un thriller intrigante, dove tra espedienti informatici e amici fidati ci mostra dove può arrivare un uomo per scoprire la verità. Biografia: Domenico Infante è nato a Napoli il 4 luglio 1963. Vive lì i primi 40 anni poi si trasferisce a Roma. Lavora nel settore informatico in un gruppo che si occupa di voce su internet e di cyber security. Per Porto Seguro Editore pubblica nel 2022 Sopra un fiume nero.