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“PER IL VERSO GIUSTO”:

A SANTO STEFANO DEL SOLE (AV) EVENTO PER IL

PREMIO CONFIMPRENDITORI

ALL’INSEGNA DELLA POESIA DIALETTALE

Santo Stefano del Sole (AV) –  La Confimprenditori di Avellino organizza la manifestazione “Per il Verso Giusto”, in programma i prossimi sabato 27 e domenica 28 luglio. L’evento è organizzato in partnership con il Comune di Santo Stefano del Sole, il CEIC (Centro Etnografico Campano), l’Associazione Omast Eventi e diverse realtà locali.

Sarà una due giorni dedicati a storie di imprese e cultura, verrà conferito il premio Confimprenditori al quale sarà affiancato il concorso di poesia dialettale. Questo concorso ha l’obiettivo di valorizzare la poesia in dialetto campano e di promuovere il territorio di Santo Stefano del Sole. I poeti partecipanti avranno l’opportunità di esprimere la loro creatività attraverso i versi, celebrando la cultura locale, i prodotti agroalimentari e la bellezza del territorio, il tutto in un’atmosfera di “slow life”.

L’evento si articola nel primo giorno, sabato 27 luglio, con il raduno partecipanti e saluti del sindaco Gerardo Santoli previsto per le ore 16.30. A seguire l’avvio delle incursioni poetiche.

Alle 18.00 ci sarà l’incontro culturale “I versi nella tradizione popolare” con i saluti del sindaco Gerardo Santoli, del presidente della Pro Loco Massimo Mastoberardino e gli interventi su “Montemarano e la tarantella”, di Luigi Del Grosso su “Nusco e la scumparatora”, dell’associazione “La Rosamarina” su “Santo Stefano del Sole e la rosamarina” e infine del Prof. Ugo Vuoso, presidente del Centro Etnografico Campano e docente di Antropologia. A moderare l’incontro sarà il direttore artistico Roberto D’Agnese.

In serata alle ore 20.00 ci sarà un rinfresco di prodotti tipici, riservato ai soli partecipanti al concorso. A seguire la declamazione poesie con accompagnamento musicale a cura del maestro Martino D’Amico (handpan Sansula ed Elettrosfera)

Il secondo giorno, domenica 28 luglio, alle ore 19:00 avremo Enzo Gragnaniello in concerto e a seguire l’assegnazione del premio Confrimprenditori e dei “Penna d’Oro” e “Verso Giusto”. Presenta Elvira Anzalone.

Regolamento del Contest:

1.⁠ ⁠Partecipazione: Aperta a tutti i poeti che compongono e recitano poesie in dialetto campano. Ogni partecipante avrà a disposizione un massimo di 5 minuti per recitare la propria poesia.

2.⁠ ⁠Prova di improvvisazione: I poeti dovranno presentare una poesia improvvisata, composta durante una visita guidata per le strade del Comune. La poesia dovrà avere una lunghezza compresa tra 4 e 16 versi.

3.⁠ ⁠Premi: Saranno assegnati premi consistenti in opere artistiche realizzate da artigiani locali. Non sono previsti premi in denaro.

4.⁠ ⁠Giuria: Il Comitato Scientifico, presieduto dal Sindaco e composto da rappresentanti del CEIC e dell’Associazione OMASTEVENTI, avrà il compito di valutare le poesie e assegnare i premi.

5.⁠ ⁠Termini: il termine per le iscrizioni è previsto per mercoledì 24 luglio

Per iscriversi al contest, i poeti interessati possono contattare:

•⁠  ⁠Elvira: 349 5214273

•⁠  ⁠Mariangela: 320 6975797

L’evento “Per il Verso Giusto” rappresenta un’occasione unica per celebrare la buona impresa e la poesia dialettale contemporanea, al fine di per promuovere il territorio. Santo Stefano del Sole vi aspetta per un’esperienza unica all’insegna della poesia e della cultura.

UFFICIO STAMPA

Miriade & Partners per OMASTEVENTI

Tel. 329.9606793 – 392.0059528

[email protected]

www.miriadeweb.it

Torna Vesuvio Sotto le Stelle – Una grande estate di eventi nella natura

Esperienze uniche al tramonto sui sentieri più belli del Parco Nazionale del Vesuvio

Dettagli dell’evento e prenotazioni su www.vesuviosottolestelle.it

Anche quest’estate il Vesuvio diventa un luogo da vivere non solo di giorno, regalando al tramonto e di notte, emozioni indimenticabili a chiunque voglia lasciarsi coinvolgere dalla sua magia. I sentieri del Parco diventano luoghi da scoprire in compagnia delle esperte guide dell’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare.

Vesuvio sotto le stelleÒ è un marchio registrato, la manifestazione è alla sua undicesima edizione e ha l’autorizzazione dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, il Patrocinio morale del comune di Trecase, il Patrocinio morale del comune di Ercolano e l’Autorizzazione per la viabilità del comando della polizia municipale di Ercolano.

L’Associazione Vesuvio Natura da Esplorare, da anni attiva sul territorio vesuviano, a partire dal 7 giugno e fino all’8 settembre, tutti i weekend di giugno e luglio, tutti i giorni ad agosto e la prima settimana di settembre, offre percorsi ed esperienze lungo i sentieri del Vesuvio, uno dei luoghi più affascinanti e naturalisticamente ricchi della Campania!

Vesuvio sotto le stelleÒ èplastic freegli eventi sono rispettosi della biodiversità dei luoghi, sono pensati per le famiglie, per gli amici, per tutti coloro che amano la natura e vogliono scoprire o riscoprire il Vesuvio, da una prospettiva e in un orario inedito, dal tramonto alla notte.

Si parte venerdì 7 giugno e per tutti i weekend di questo mese, con Vesuvio sotto le stelle SunsetHike, la magia del Vesuvio al tramonto con appuntamento alle 18:00 per passeggiate di circa 2 ore e mezzo lungo bellissimi sentieri naturalistici immersi nella natura.

A luglio, agosto e settembre invece, gli eventi di Vesuvio sotto le stelle si intensificano nelle date e l’orario dell’appuntamento si sposta un’ora in avanti, dalle 19.00 alla notte per poter osservareil cielo stellato. Accesso e percorso da due punti, uno a quota 1000 metri slm dal taglio più geologico e vulcanico, per i camminatori più avventurosi, ed uno a quota 600 metri slm, immerso nella biodiversità del Parco, adatto anche per i gruppi meno abituati a camminare e per le famiglie con bambini.

Il programma di eventi in continuo aggiornamento, tutte le informazioni sul sito www.vesuviosottolestelle.it e sui social di Vesuvio Natura da Esplorare.

Dalle passeggiate più semplici fino agli eventi a tema, come: Vesuvio Sotto le stelle con la Luna Piena (19-20-21 Luglio), Vesuvio Sotto le stelle di San Lorenzo (10 agosto), Vesuvio Sotto le stelle a Ferragosto (15 agosto), Vesuvio Sotto le stelle con la Luna Nuova (1-7 agosto e 28-3 settembre) fino a Vesuvio sotto le Stelle Wild Camp! (venerdì 6 settembre e sabato 7 settembre) che comprende escursionecena degustazione presso l’Agriturismo Sebethos, noleggio tenda, visita all’osservatorio vesuviano ed al Fiume di lava. Dalla magia del crepuscolo dai colori mozzafiato e tra i suoni della natura, i partecipanti potranno vivere un’avventura incredibile in una cornice unica e indimenticabile, sotto le stelle!

Durante tutta la manifestazione sarà attivo un Servizio Clienti 3291340500 (Telefono e WhatsApp) dalle ore 10 alle ore 19 per offrire informazioni in tempo reale sugli eventi.

Agli eventi di Vesuvio sotto le StelleÒ non è possibile portare animali (per normativa vigente in area Parco e per motivi di sicurezza) inoltre è necessario avere un abbigliamento adatto composto da: scarpe da ginnastica con suola sagomata o da trekking, indumenti comodi, felpa e k-way, felpa per le notti più fresche, acqua e piccolo spuntino, bicchiere personale per degustare il vino vesuviano, sacco per i rifiuti personale.  Si consigliano per l’equipaggiamento zaini e non tracolle. I percorsi sono consigliati a partire dagli 8 anni compiuti.

L’Associazione di Promozione Sociale Vesuvio Natura da Esplorare

Vesuvio Natura da Esplorare è un’associazione di promozione sociale nata del 2013 che si occupa del servizio di accompagnamento guidato sui sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio, per tutti, tutto l’anno.

Nasce dall’impegno di esperti naturalisti, biologi, geologi e comunicatori, guide del Parco, laureati e tecnici in diversi settori di competenza, con la volontà di promuovere la conoscenzal’amore ed il rispetto per la natura attraverso attività multidisciplinari uniche e fortemente formative. 

Contatti e informazioni

Telefono e WhatsApp: 3291340500 dalle 10 alle 19

Mail [email protected]

Meta www.facebook.com/vesuvionatura

Instagram www.instagram.com/vesuvio_natura

Drama – Annina Vallarino

Al suo esordio letterario, Annina Vallarino scrive un romanzo che rovescia ogni nostra certezza morale. Uno sguardo spietato sui cortocircuiti della società contemporanea, sulle storture del giudizio e del senso di colpa.

Quando Daniele viene accusato di molestie da Christine, Eva – loro collega alla Little Dreams – si trova all’improvviso circondata dai fantasmi del passato. Quei fantasmi che l’avevano portata a lasciare l’Italia per trasferirsi a Londra. Intorno a lei nessuno sembra avere dubbi: Daniele è colpevole, perciò va licenziato ed emarginato.

L’unica a farsi delle domande è Eva. Cos’è successo quella notte? Perché nessuno cerca di scoprire come siano andate davvero le cose? E più le domande aumentano, più si allungano le ombre che hanno accompagnato Eva nell’arco della sua esistenza. Il peso delle menzogne cresce. Il senso di colpa si fa insostenibile.

La vita di una giovane donna – una donna in conflitto con la famiglia, il lavoro, i dogmi, le aspettative sociali, il proprio corpo – diventa il racconto dei subdoli meccanismi dell’epoca del sospetto e della gogna mediatica in cui viviamo. Leggere Drama è come guardarsi allo specchio e scoprire che sono i pregiudizi e la continua ricerca di un capro da sacrificare all’altare della nostra virtù a doverci terrorizzare. Ci dice che la lente attraverso la quale osserviamo il mondo sarà sempre, inevitabilmente distorta.

Al via dalla DOMUS ARS di Napoli il tour di BLANDIZZI

Si terrà questo sabato, 18 maggio, alle ore 18:00, presso la Domus Ars di via Santa Chiara a Napoli, la prima tappa del tour del cantautore e polistrumentista, Lino Blandizzi, con la partecipazione straordinaria di Antonio Onorato, eclettico chitarrista e compositore di fama internazionale, Emanuele Blandizzi al violoncello e al piano, figlio d’arte con un grande talento naturale e Mohan Di Sieno all’oboe e alla chitarra, musicista di grande creatività.

Un evento imperdibile, dove i presenti potranno assistere a un concerto acustico e intimo, in cui le canzoni tornano a essere “nude e crude”, insomma, una rara opportunità di ascoltare nuove e fresche versioni più introspettive ed essenziali del repertorio di Blandizzi.

Infatti, spaziando tra le sonorità dei primi dischi fino alle opere di oggi, non mancherà qualche anteprima.

Lo scopo del concerto è cogliere ogni vibrazione, cosicché si possa creare una connessione profonda tra l’artista e il suo pubblico, attraverso la musica nella sua forma più autentica.

In una realtà così complessa, piena di tecnologia ed elaborazioni digitali – spiega Blandizzi.- Ho sentito l’esigenza di una dimensione diversa, più fedele ai brani originari, di una location che valorizzi il suono nella sua acustica naturale. Credo sia il modo migliore di raccontare la mia storia. Per me sarà un concerto speciale, un incredibile momento di commozione, avrò accanto mio figlio. Che orgoglio sentirlo suonare i miei brani”.

Dopo il concerto di sabato 18 maggio alla Domus Ars di Napoli, il tour di Lino Blandizzi continuerà, spostandosi in Sardegna. Il prossimo 26 maggio l’artista si esibirà in concerto a Palau.

Domani esce il nuovo album dei Suonno d’ajere, live showcase a Napoli (5 aprile) e a seguire Roma (24 aprile) e Milano (16 maggio)

Dopo la pubblicazione dei singoli Fotografia” (guarda il video) e ” ‘E ggioche ‘e prestiggio “ (guarda il visual video) il trio Suonno D’Ajere, con la pubblicazione del nuovo album “nun v’annammurate”, continua il suo percorso artistico di esplorazione, recupero e rinnovamento del patrimonio canoro partenopeo. L’album sarà pubblicato il 5 aprile dall’etichetta discografica Italian World Beat

Con questo nuovo lavoro la band pone un ennesimo tassello al suo variegato mosaico sonoro realizzando un album di dieci tracce, tra inediti e rielaborazioni, con due special guest d’eccezione: Raiz e Le Sorelle Marinetti.

I tre giovani autori e musicisti hanno un amore smisurato per la forma canzone napoletana classica e da anni compiono un’accurata ricerca di brani degli ultimi tre secoli ripescando, dall’immenso repertorio a disposizione, armonie, melodie, pathos e ironia. 

Questo secondo album dei Suonno d’ Ajere verrà presentato dal vivo il giorno 5 aprile presso il Teatro della canzone napoletana Trianon-Viviani di Forcella, nel cuore antico di Napoli. 

Le prevendite sono attive al seguente link e i prezzi dei biglietti sono: Platea e Galleria di Platea 18,00+d.p. e Palchi di I, II e III Ordine 13,00+d.p. https://www.azzurroservice.net/biglietti/in-concerto-suonno-dajere-jgfty/


Dopo i prestigiosi live al WOMEX a Lisbona e al Babel Music XP a Marsiglia, “nun v’annammurate” verra’ presentato anche il 24 aprile a Roma in occasione del Festival Popolare Italiano presso il Museo degli Strumenti Musicali per poi inaugurare un nuovo tour internazionale, e il 16 maggio a Milano presso BIKO.

Irene Scarpato (voce), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandola, mandoloncello, cori) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica, chitarra elettrica, chitarra acustica, cori), provengono da esperienze musicali diverse ma insieme si sono immersi nelle più antiche tradizioni della canzone classica napoletana facendola propria, in maniera originale. Grazie a questo approccio i Suonno d’ Ajere, negli ultimi due anni, si sono consacrati come i nuovi  ambasciatori della canzone napoletana all’estero. 

L’Amore è il filo conduttore dell’intero album e parte da quello che la band prova per la canzone napoletana, con la sua lingua, le melodie, le espressioni, le vibrazioni che risiedono in essa e che influenza costantemente il lavoro di Irene, Gian Marco e Marcello. E’ spinti da questo amore che i Suonno d’ Ajere presentano anche i due inediti, con l’intenzione proseguire questa importante tradizione, che si dimostra attuale ed universale.

Track by track:

nun v’annammurate” è un titolo che prende spunto dal brano originale Munno Cane dell’autore Toto Toralbo. Ispirato alla famosissima storia di Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, il brano è il racconto in prima persona di una delle tante Filumene della Napoli del dopoguerra, costretta a vendere il proprio corpo per sopravvivere. Il canto di una donna consapevole della sua scelta, determinata e innarrivabile: <<So’ chiammata Maleziosa, ma pe’ ll’uommene so’ ‘a sposa ca nun hanna maje spusato, nun v’annammurate>>. Attrice consumata e tormentata per la sua condizione, ma anche desiderosa di vivere la sua giovinezza, torna ogni sera sulla strada come sotto i riflettori di un palcoscenico, per andare in scena ancora una volta. Una canzone d’amore che spiana la strada agli altri nove brani del disco perché d’amore si canti! 

L’amore che infrange il giuramento, quello di Ammore Busciardo scritta nell’immediato dopoguerra, che si trasforma in un blues esaltato dalla voce di Raiz: <<Nun te si’ nchiusa cchiù dint’ ’o cunvento, nun te si’ fatta cchiù monaca santa…Che m’ ’o faciste a fa’ stu giuramento? Chello ca tu giuraste fuie nu cunto… Diciste: “Si fernesce chist’ammore, sultanto a Dio nce dongo chistu core!”>>

Un amore leggero dai toni ironici, quello tra una parigina e un napoletano ne Il Vesuvio a Parigi  (ospite il trio vocale delle Sorelle Marinetti), in cui l’innamorato sogna che la sua amata si trasferisca a Napoli per coronare il suo sogno d’amore: <<Sulle sponde della Senna m’aggio fatto chistu suonno, che la bella parisienne steva a Napule cu me. Nun diceva cchiù ”je t’aime”, me diceva “voglio a te”, ma scetanneme aggio ‘ntiso “mon cherie moi je t’aime, plus encore ici à Paris”>>

L’Amore drammatico di ‘A Gelusia: <<Damme ‘nu poco ‘adduóbbeco ‘int’ô vino, si ‘n’ato ammore dint’ô core tiene. E mentre sto durmenno a suonno chino, ‘nzuonno mme sonno ca mme vuó cchiù bene>>;

ancora quello comico di ‘E ggioche ‘e prestiggio: << E perciò nce l’ho detto a mia moglie, piccere’, tu cu me nun scherza’, quacche vota m’a filo, m’a squaglio, sparisce Scamorza e fernisce e mangia’ >> ma anche quello per le proprie origini, di Farfariello (Eduardo Migliaccio, fondatore della Neapolitan Macchietta) in ‘Mparame ‘a via d’ ‘a casa mia:<<Portame a casa mia, me voglio anda’ a cucca’, me ne so’ asciuto ajere non saccio cchiù addo’ sta. M’ha fatto male, i’ crere, quell’urtemo bicchiere. Chi m’empara pe’ cortesia ‘a via d’‘a casa mia>> o quello per la propria tradizione disposta sempre a prendere nuove forme in ‘O calippese napulitano, dove le strofe melodiche si contrappongono alle danze dei ritornelli. 

Il luogo tutt’ora principe dei rifugi degli amanti, Mergellina, che diventa musa ispiratrice <<Mare turchino, che vuo’ è destino, nu ’nnammurato t’ha dda benedi’, stucore mio durmeva a suonno chino, mo s’è scetato comme pò durmì, tutt’ ’e figliole belle ’e sta marina, vanno a ffa ’ammore abbascio Margellina>>.

L’amore come amicizia ambientato nella napoli dopo il terremoto dell’ottanta è quello del brano originale Fotografia, firmato Suonno d’Ajere. L’ironico e sprezzante rifiuto dell’amore in ‘A canzone d’o roccocò dove la donna cantante sbeffeggia gli uomini che la corteggiano; essi diventano dei ridicoli Orlando Furioso o Otello: <<Si tu si’ Orlando e famme nu piacere, ca nun ce vonno e spate d’ ‘e guerrieri, ‘o roccocò t’o mangi add’ ‘o dulciere, ma chillo nun s’arrenne, ma che vo’?>>

FESTA DELLA MAMMA: “Quanto bene mi vuoi?” – nuova uscita narrativa kids edizione Pensiero Creativo

“Quanto bene mi vuoi?” è il nuovo libro di narrativa illustrata per bambini edito dalla casa editrice campana Pensiero Creativo.

Il libro, scritto da Erica Beccalossi e illustrato da Gabriele Vergani, esce ufficialmente in tutte le librerie e store digitali il 16 aprile 2023 ma è già in pre-order sui siti del circuito libraio e sul sito della casa editrice ed agenzia creativa  https://agpensierocreativo.it/product-detail/productidn/2592129/quanto-bene-mi-vuoi

Il volume, tutto illustrato a colori, è un perfetto regalo per la Festa della Mamma!

Una lettura agile, frutto di un linguaggio semplice adatto ai bambini anche alle prime letture. Accattivanti e super colorate le illustrazioni.

Una storia tenera che pone al centro tutto l’amore filiale e il sempre speciale rapporto genitore e figlio. Cruciale la domanda che tutti i bambini hanno fatto almeno una volta “Quanto bene mi vuoi?” per scoprire che non c’è necessità di stabilire alcuna quantità perché l’amore non si calcola ma si dimostra.

Sinossi: Piccolo Merlo si sveglia un mattino e pone alla mamma la fatidica domanda “Quanto bene mi vuoi?”.

La mamma cerca la risposta più giusta attraverso dei paragoni sempre più elaborati e dei numeri sempre più alti, spingendo Merlino a partire per mirabolanti avventure in giro per il mondo, con lo scopo di verificare i totali dichiarati. Ma alla fine si scopre che la risposta corretta non necessita di alcun calcolo perché il bene non va quantificato, ma dimostrato ogni giorno.

Biografie:

Erica Beccalossi nasce nel 1990 a Gardone Val Trompia, ma cresce a Milano. 

Dopo il liceo classico, si iscrive alla facoltà di lettere e consegue la laurea magistrale in scienze dell’antichità. Lavora per quattro anni come organizzatrice teatrale a Mantova, dove tiene anche dei corsi di scrittura creativa per bambini nell’ambito di un festival di teatro urbano e nouveau cirque. Nel 2021 torna a Milano come docente di scuola media e continua a scrivere brevi testi e filastrocche per un pubblico di piccoli curiosi e di grandi ancora capaci di stupirsi, vincendo diversi premi e riconoscimenti in concorsi nazionali.

Gabriele Vergani, nato a Milano il 21-05-1986, in seguito al diploma ottenuto presso il Liceo Artistico U.Boccioni di Milano, ha potuto fare diverse esperienze che lo hanno portato a sviluppare il proprio interesse per il mondo dell’illustrazione. Nel 2012 inaugura la prima mostra personale incentrata sulla sperimentazione di diverse tecniche pittoriche. Parallelamente inizia un percorso che lo porterà a specializzarsi nella tecnica dell’acquarello e frequenta la Scuola Superiore d’Arti Applicate del Castello Sforzesco. Pubblica online una raccolta di acquarelli su un viaggio in Amazzonia, una miniserie di avventure di un gatto di nome Turbo e nel 2019 illustra il testo “L’Armata della Molucche” pubblicato da Festina Lente Edizioni. 

Titolo: Quanto bene mi vuoi?

Autore: Erica Beccalossi

Illustratore: Gabriele Vergani

Formato: 32 pagine illustrate, 19×19

ISBN: 9788894793918

Età di lettura: 3 – 6 anni

Prezzo: 10€

Silvano Scaruffi, Romanzo di Crinale

Sghembo e stralunato, come la lingua in cui è scritto, il nuovo libro della collana Iena pubblicato da Neo Edizioni, Romanzo di Crinale di Silvano Scaruffi, sembra raccontarci di terre e personaggi lontani, nel tempo e nello spazio, e invece è ben radicato in un piccolo paesino dell’appennino tosco-emiliano.

La splendida copertina, con un teschio di cervo su sfondo sabbia, sembra invece uscita dall’immaginario di Vinicio Capossela. E sono un po’ caposseliani, un po’ usciti da una canzone di Tom Waits cantata in emiliano, i tanti personaggi che abitano questo paesino, all’apparenza tranquillo, solo un po’ troppo alcolico.

Uscito qualche settimana fa per Neo, questo nuovo romanzo è sicuramente audace nella lingua, originale nella trama.

“C’è un gruppo di case, ammucchiato su un rivone, streminato lassù dalla mano di un seminatore distratto. E intorno, monti a raggera. Un ghippo appenninico dove l’aria sa di frontiera, la terra di colonizzazione, le persone di deriva.”

Silvano Scaruffi vive a Ligonchio (Reggio Emilia). I suoi ultimi romanzi sono L’incantatrice di vermi (Abao Aqu, 2019), Premio Monte Caio sezione Fuorisentiero, Lettere dal DietroMondo (Industria e Letteratura, 2022) e Armadgat (Abao Aqu, 2023). Da sempre fa reading e performance teatrali. Nel 2019 è stato invitato a New York per leggere in librerie, piazze, radio, un suo racconto inserito nel catalogo della libreria Printed Matter. Nel 2023 è stato a Reykjavik, ai Greenhouse Studios, per registrare il podcast Cani rabbiosi di cui è autore.

Una geografia dei legami e del dolore – Chiudi gli occhi, Nina di Paolo Mascheri

Un’ustione sulla testa di Andrea, da coprire con un cappello, che non va più via. È una cicatrice, che il protagonista del nuovo libro di Paolo Mascheri, si procura dopo essere caduto in un fuoco vivo, appiccato per bruciare sterpaglie durante il suo lavoro di giardiniere. Un segno indelebile, sulla sua testa, nella sua vita. Che lui porta con testardo orgoglio, in modo silenzioso, senza mostrare sofferenza. Questa cicatrice ci dice tanto sul protagonista di Chiudi gli occhi, Nina, un prezioso romanzo, delicato nella lingua, coraggioso nei temi e nella trama.

È il quarto libro per Mascheri, dopo Poliuretano (pendragon), Il Gregario (minimumfax), L’albero delle farfalle (pequod). È forse l’opera più audace e completa, dello scrittore toscano classe 1978.

In questo suo nuovo romanzo Mascheri ci parla di un rapporto padre-figliastra, scosso da un evento terribile. La morte della madre della ragazza. Andrea e Nina, i due protagonisti del libro, si trascinano nelle loro esistenze provando a trovare nuovamente il loro posto nel mondo, dopo essere rimasti soli. Andrea lavora come giardiniere, parla poco, sembra non sorridere mai, vive un’esistenza silenziosa, fatta di piccoli gesti importanti. Nina invece non è neanche ancora una adolescente, ha solo 11 anni, e si ritrova di colpo a crescere, con un lutto così importante sulle spalle.

Una morte, quella del giovane Medico Chiara, che ha ombre e lati oscuri, che solo Andrea e un collega della dottoressa conoscono. Sullo sfondo delle vite di Andrea e Nina si muovono altri personaggi, a completare un quadro a tinte fosche: la sorella di Chiara, così simile e così diversa da lei; il padre biologico della bambina, che ricompare all’improvviso con la sua nuova donna, dopo essere stato per anni assente, emigrato in Venezuela; il medico che per primo è arrivato sulla scena del decesso, che custodisce con Andrea un tremendo segreto; Melai, l’avvocato proprietario della grande villa in cui Andrea sta lavorando come giardiniere; Alma, la vicina di casa straniera, dolce, senza peli sulla lingua.

Ma i protagonisti sono loro, Andrea e Nina; i due brillano, si stagliano netti su questo sfondo toscano, fatto di tanto verde, grandi ville, esistenze anonime.

Mi alzo, con una mano accarezzo il tronco scorticato, controluce osservo le nervature delle foglie, la pagina vellutata.
«L’ho piantato appena siamo venuti a vivere qui con te e tua madre».
«Non me lo ricordo».
«Non puoi ricordartelo. È l’albero nazionale del Giappone. Là le famiglie lo piantano in onore di ogni figlia femmina».
«E tu l’hai piantato per me?»
«Sì, l’ho piantato per te».

Con la sua lingua netta e precisa Mascheri, quasi come in una sceneggiatura, ci porta al loro fianco, ci descrive e delinea questo complicato rapporto padre-figliastra. Quasi come in un The Road di McCarthyana memoria, ma senza l’apocalisse sullo sfondo, almeno non nel paesaggio.

Il romanzo sorprende per la delicatezza dei dialoghi, per la profondità psicologica dei personaggi, che come spesso accade nelle storie dell’autore toscano, sembrano spesso comportarsi come animali selvaggi. Muti, testardi, compiono azioni – come quella di un momento di sesso occasionale, o ancora una scenata di rabbia, o un momento di tenera complicità – come guidati da istinti innati, impossibili da celare o mandare a fondo. Ancora, forte e importante come già nel precedente Albero delle Farfalle, appare il rapporto dei personaggi con la terra, il verde, la natura, le piante. In questo caso, addirittura, il protagonista è un giardiniere, che sembra prendere decisioni molto più sagge e mature con fiori e arbusti, che nella sua vita. Ancora una volta, un profondo e viscerale rapporto genitori figli, anche se in questo caso non si tratta di puro legame di sangue. Ma, mai come questa volta, possiamo tranquillamente citare il detto “i figli sono di chi se li cresce”.

Complimenti a Mascheri per questo nuovo, importante lavoro. È ancora una volta la sua, una voce originale e personale nel panorama letterario italiano. Per raccontare una storia di amore paterno, una famiglia non convenzionale, una rivoluzione interiore e tracciare le coordinate di queste vite normali, sconvolte da eventi imprevisti, ci vuole una grande padronanza dei mezzi di scrittura. Ci vuole equilibrio, ci vuole esperienza. E Mascheri riesce a fare propria la lezione del minimalismo americano, attualizzandola e rendendola del tutto personale, con una tenerezza e un lirismo sorprendenti. “Una geografia dei legami e del dolore profondamente delicata e vera, con riserbo e realismo, un microcosmo popolato da pochi personaggi essenziali raccontati con estrema sensibilità e consapevolezza” come racchiuso in poche parole nella bandella di questa pregevole edizione per la collana Place D’Italie di Edizioni Clichy.

Esce oggi – “Romanzo di crinale” di Silvano Scaruffi 

“Un romanzo di crinale, terroso nella lingua e nell’impasto, e l’oscuro progresso che investe
una comunità scalcagnata, che in queste terre ha radici antiche e ci si aggrappa come le rocce alla montagna madre”


Strambi figuri abitano un piccolo paese dell’Appennino più remoto. C’è Bunga che va in giro con un verme dentro un vaso di vetro dicendo che quello è il capostipite della famiglia, e guai a chi lo tocca, c’è Brasco che tiene il bar, e Romma e Burasca che del bar sono frequentatori assidui. Poi c’è la Viola che ha sposato Ginasio e la Flora dei Verduga che osserva sempre Ginasio dormire sotto un ciliegio mentre sogna il futuro.

Intanto è arrivata la SIO, la società che sta costruendo il Parko, i terreni vengono espropriati e dalle profondità arrivano misteriose scosse. E c’è Bestio, che sottoterra ci abita, e vede. Il gergo dei personaggi e una scrittura crepitante che gli va dietro, in un racconto di paese che diventa una storia di riscatto dall’epica balzana, a tratti feroce.
“C’è un gruppo di case, ammucchiato su un rivone, streminato lassù dalla mano di un seminatore distratto. E intorno, monti a raggera. Un ghippo appenninico dove l’aria sa di frontiera, la terra di colonizzazione, le persone di deriva.”


Silvano Scaruffi vive a Ligonchio (Reggio Emilia) e fa il guardia diga. I suoi ultimi romanzi sono L’incantatrice di vermi (Abao Aqu, 2019), Premio Monte Caio sezione Fuorisentiero, Lettere dal DietroMondo (Industria e Letteratura, 2022) e Armadgat (Abao Aqu, 2023). Da sempre fa reading e performance teatrali. Nel 2019 è stato invitato a New York per leggere in librerie, piazze, radio, un suo racconto inserito nel catalogo della libreria Printed Matter. Nel 2023 è stato a Reykjavik, ai Greenhouse Studios – gli stessi dei Sigur Rós ‒ per registrare il podcast Cani rabbiosi di cui è autore.

«𝐂𝐡𝐢𝐮𝐝𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢, 𝐍𝐢𝐧𝐚»

C’è Andrea, schivo e solitario, che cerca di sbarcare il lunario come giardiniere. E c’è Nina, la figlia che Chiara, ex compagna di Andrea, ha avuto da una relazione precedente.

Dopo la morte improvvisa di Chiara, sulle cui vere cause la figlia è all’oscuro, Andrea e Nina cercano di trovare un equilibrio nelle loro vite, una parvenza di normalità, rotta però dal ritorno del padre biologico di Nina dal Sudamerica e dalla sua volontà di recuperare il rapporto con la figlia, facendo temere ad Andrea di perderla per sempre.

Asciutto, poetico, intimo, sincero, potente: in «𝐂𝐡𝐢𝐮𝐝𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢, 𝐍𝐢𝐧𝐚» Paolo Mascheri, disegna una nuova geografia dei legami, raccontando attraverso pochi, essenziali, personaggi cosa eravamo e cosa siamo diventati oggi, con uno stile contemporaneo come pochi autori italiani di oggi sanno fare.

«𝐂𝐡𝐢𝐮𝐝𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢, 𝐍𝐢𝐧𝐚» esce a febbraio, il 21 per l’esattezza, in tutte le librerie e su edizioniclichy.it