“MONOLOGO ADDOSSO”
Le cantautrici e compositrici Beatrice Arrigoni, Maddalena Ghezzi e Francesca Naibo mescolano la loro visione artistica alla poetica avvolgente di Elena Cornaggia, lanciando il progetto sonoro “MONOLOGO ADDOSSO” per l’etichetta indipendente HABITABLE RECORDS
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Nato dall’incontro tra la scrittura della poetessa Elena Cornaggia, la produzione di Luca Martegani e la visione artistica delle tre musiciste, non si tratta di una semplice trasposizione musicale di testi poetici, ma di un processo di trasformazione: la parola viene attraversata, scomposta, dilatata, fino a diventare architettura sonora.
Il progetto prende forma all’interno del “Laboratorio di Sperimentazione Sonora Nitön”, attraverso un percorso condiviso di ricerca e confronto. Il risultato è un’opera che esplora in profondità la relazione tra voce, corpo e materia acustica, costruendo una drammaturgia fatta di stratificazioni, tensioni e risonanze.
Attraverso l’attenta produzione di Martegani, “Monologo Addosso” prende forma come esperienza sonora immersiva e stratificata, capace di restituire alla poesia una nuova dimensione percettiva.
Le composizioni si articolano in quadri sonori autonomi ma interconnessi, dove convivono musica concreta, interventi elettronici, pratiche di improvvisazione, scrittura polifonica e uso di tecniche vocali estese. La dimensione timbrica assume un ruolo centrale: il suono non accompagna il testo, ma lo espande, lo contraddice talvolta, lo porta in territori inattesi. In alcuni momenti si manifesta come materia ruvida, quasi fisica; in altri si trasforma in sospensione lirica, spazio meditativo e pura astrazione.
“Monologo Addosso” intreccia con sapienza e passione l’arte della composizione, il rigore strutturale e la libertà improvvisativa, dialogando con le pratiche della musica d’autore contemporanea e della sperimentazione creativa. L’ascolto richiesto è parte integrante dell’opera: un ascolto attivo, concentrato, disposto ad attraversare silenzi, densità e fratture.
Al centro rimane proprio l’urgenza di un monologo interiore: non una confessione, bensì l’atto di scavare dentro sé stessi; un dispositivo poetico e sonoro che invita a sostare, a interrogarsi, a lasciarsi attraversare da un’energia capace di mettere in discussione le superfici e restituire complessità all’esperienza umana.
BIO
Beatrice Arrigoni
Cantante, improvvisatrice e compositrice diplomata in Canto Jazz e laureata in Lettere Moderne, Beatrice Arrigoni sviluppa una ricerca espressiva al confine tra jazz contemporaneo, musica sperimentale e dialogo con la parola poetica.
Ha preso parte a workshop internazionali – ad esempio presso l’Ircam di Parigi – e i suoi progetti originali sono stati riconosciuti da diverse riviste specializzate, come “Musica Jazz”, che nel 2025 l’ha inclusa tra i migliori talenti italiani nel referendum annuale del Top Jazz.
Maddalena Ghezzi
Cantante, compositrice e improvvisatrice di base a Londra, la sua voce è stata definita “eterea” da JazzWise Magazine. Ha pubblicato cinque EP della serie “Minerals” e due album con la band FUWAH, esibendosi in contesti prestigiosi come il London Jazz Festival e il Southbank Centre. Attiva nella promozione della parità di genere, è parte del programma Mutual Mentorship for Musicians.
Francesca Naibo
Chitarrista e improvvisatrice, si muove tra chitarra classica, elettrica e pedal steel con un linguaggio che attraversa improvvisazione libera e musica contemporanea. Ha pubblicato due album solisti acclamati dalla critica ed è attualmente impegnata in un dottorato di ricerca artistica presso Siena Jazz sui
linguaggi dell’improvvisazione nelle musiche contemporanee.
Il nuovo romanzo storico di Raffaele Messina: Vento giacobino
Con curiosità e interesse segnalo il nuovo romanzo dello scrittore Raffaele Messina, autore in grado di spaziare tra i generi con una prosa precisa e incisiva. Stavolta fulcro del suo romanzo è la figura del medico dell’Ospedale degl’Incurabili e Commissario repubblicano sull’isola di Capri, Gennaro Arcucci, vissuto nel Settecento.
Questa la trama:
Attraverso la vita di Gennaro Arcucci (Capri, 1738 – Napoli, 1800), discendente di un’aristocratica famiglia caprese d’età angioina, medico dell’Ospedale degl’Incurabili e Commissario repubblicano sull’isola, il romanzo ripercorre le tappe del progresso della scienza medica e dei principi di uguaglianza e libertà nella Napoli del Settecento.
La vita di Arcucci è intrecciata con l’immaginaria vicenda di Graziella e Sébastien, un marinaio della flotta francese naufragato a Capri, che s’invaghisce di una giovane donna sensuale e selvaggia come l’isola in cui abita. Sullo sfondo Napoli, tra sviluppi della medicina, slanci illuministici e rigurgiti di legittimismo borbonico. Quando il 13 giugno cade la Repubblica, Arcucci è arrestato e tradotto prima nelle segrete del Maschio Angioino e poi in una cella della Vicaria. Qui, tra lo squittio dei topi, ha modo di ripensare alla propria vita: la Farmacia degl’Incurabili, le lezioni di anatomia, gli ammalati ammassati nei cameroni dell’ospedale, le nuove cure contro la sifilide praticate da Cirillo. Mentre la moglie opera nella speranza di ottenere la grazia del re, Arcucci in cella vagola tra il ricordo di qualche piacevole serata alla Fiera delle Baracche e le notizie delle esecuzioni di Eleonora Pimentel Fonseca, Domenico Cirillo, Mario Pagano. Poche settimane dopo toccherà a lui.