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	<title>vincenzo gambardella Archivi - Antonio Benforte</title>
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		<title>“Prosimetro della Consuetudine” di Vincenzo Gambardella</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 20:50:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci vuole coraggio, al giorno d’oggi, a scrivere. A scrivere sul serio. Una scrittura vera, che si fa mistero, che si fa enigma, che diventa poesia e anche quando resta prosa, risulta creativa e poetica. E ci vuole coraggio, bisogna dirlo, a intitolare un’opera “Prosimetro della Consuetudine”, ma Vincenzo Gambardella, che è per me attualmente [&#8230;]</p>
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<p>Ci vuole coraggio, al giorno d’oggi, a scrivere. A scrivere sul serio. <strong>Una scrittura vera, che si fa mistero, che si fa enigma, che diventa poesia e anche quando resta prosa</strong>, risulta creativa e poetica.</p>



<p><strong>E ci vuole coraggio, bisogna dirlo, a intitolare un’opera <a href="https://www.ibs.it/prosimetro-della-consuetudine-libro-vincenzo-gambardella/e/9788885535435" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Prosimetro della Consuetudine”</a>, ma Vincenzo Gambardella, che è per me attualmente uno dei grandi narratori della nostra epoca, ci ha abituato al non intraprendere mai una strada facile. </strong>Io ho avuto l’onore di seguirlo nelle sue recenti scorribande letterarie, e ho assaporato libro dopo libro la sua straordinaria creatività, il suo saper spaziare tra i generi e i registri linguistici, il suo essere sinceramente e mai banalmente prolifico, soprattutto negli ultimi dieci anni di narratore.</p>



<p>Ed eccolo allora qui ad una nuova prova letteraria, il<strong> breve ma denso Prosimetro della consuetudine, uno “uno squarcio narrativo sulla linea retta del tempo ordinario</strong>, un racconto franto tra prosa e versi che si ricompone nel vicolo di un incontro improbabile tra la voce narrante e un cieco” come leggiamo in bandella, nella pregevole edizione Fallone Editore.</p>



<p>Un canto d’amore e morte disperato e immensamente bello, questo di Gambardella, che ha qui un’eco di <strong>Moresco </strong>e Tonon, lì un richiamo velato a un <strong>Borges </strong>metropolitano – il cieco? Ma anche la scrittura, la poesia, la stratificazione delle parole – ma che alla fine esplode in un linguaggio e in uno stile tutto suo, tutto personale, che lo rende davvero uno dei grandi scrittori di questi ultimi vent’anni.</p>



<p>La storia, che serve fino a un certo punto, è relativa, qui parliamo di un’opera che va al di là della trama, del plot, vede incontrarsi <strong>il protagonista, malato, e un cieco, che vive con la madre</strong>. I due si sfiorano, si incrociano per poi raccontarsi, autonarrarsi, dallo psicanalista. È lì che le due solitudini si incontrano e trovano nuova forma. Ed è nella sala dello psicanalista che i due racconti sfumano e si confondono, tra prosa e poesia, amore e morte, e la figura di una madre amorevole e immensa, che nell&#8217;ultima parte diventa il fulcro di tutto, in un crescendo di lirismo e pathos.</p>



<p>“Si è soli a cercare di capire</p>



<p>Tesi come questi fili nello spazio,</p>



<p>nell’aria che lui e io abbiamo sulla testa,</p>



<p>ma c’è qualcosa che resiste alla natura?</p>



<p>I muri si gonfiano</p>



<p>I pavimenti si avvallano,</p>



<p>le porte si bloccano.</p>



<p>Tutto si dissesta</p>



<p>Solo le grida di sua madre,</p>



<p>dentro di lui,</p>



<p>sono sempre le stesse,</p>



<p>e i suoi gemiti,</p>



<p>che sono gli stessi dell’amore.</p>



<p>“Cosa crede che io non conosca l’amore?</p>



<p>-Recitò quasi –</p>



<p>Che non sappia riconoscerlo?</p>



<p>Lo conosco come chiunque altro.</p>



<p>Ognuno con il suo amore che manca,</p>



<p>Ognuno la sua particella d’amore</p>



<p>La sua pillola, il suo farmaco”.</p>
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